Fino a pochi anni fa non c'era elezione (o referendum) che non vedesse almeno un passaggio in provincia di Frosinone di Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, leader allora di Alleanza Nazionale e del Ccd. Spesso veniva anche il presidente Silvio Berlusconi, "imperatore" di Forza Italia e di tutto il centrodestra allora.
Il referendum del 4 dicembre prossimo sarà decisivo e divisivo per la politica italiana: a livello nazionale ma anche locale. Il presidente del consiglio Matteo Renzi, dopo il convegno show al Fornaci Cinema Village, domani sarà nello stabilimento cassinate della Fca con l'amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne. Tutte le strade portano al "sì". Ma il fatto che Renzi venga due volte in pochi giorni in Ciociaria sta a significare che il territorio appartiene a quelli ancora in bilico (secondo i sondaggi almeno). E' venuto anche, su invito del coordinatore regionale Alfredo Pallone, il leader di Area Popolare e ministro dell'Interno Angelino Alfano. Pure lui sostenitore del "sì" e alleato fondamentale di Renzi. I big di Forza Italia, e più in generale del centrodestra, in provincia di Frosinone non sono venuti. Però, a pensarci bene, chi doveva venire? Stefano Parisi o Renato Brunetta (che diversi mesi fa comunque ha fatto una manifestazione nel capoluogo), Giovanni Toti o Paolo Romani? Non è neppure chiaro chi al momento rappresenta la posizione di Forza Italia, dal momento che Silvio Berlusconi resta tuttora impegnato nello sport preferito: stroncare politicamente ogni possibile "delfino". In provincia di Frosinone, però, Forza Italia si è tolta delle soddisfazioni che in altre parti si sogna: esprime i sindaci delle due principali città, Frosinone (Nicola Ottaviani) e Cassino (Carlo Maria D'Alessandro). Ha la maggioranza in assemblea dei sindaci e alla Provincia, almeno finora,recita da protagonista. Ma la provincia di Frosinone risultò decisiva qualche anno fa pure per la vittoria alle regionali di Renata Polverini, allora candidata alla presidenza. Ma forse, a pensarci bene, il segreto è proprio questo: Forza Italia in Ciociaria regge perché i big vengono di rado.