L’incrocio delle primarie a Frosinone è già scattato. Domani scade il termine per la presentazione delle candidature di quelle del 13 novembre, fortemente volute e indette da Nicola Ottaviani. Oltre al sindaco, parteciperanno Pier Paolo Segneri, Mimmo Fagiolo e Antonella Santori. Non è in discussione il risultato finale.
La domanda è: per quale motivo allora Ottaviani le ha volute? Almeno tre. Intanto provare a portare alle urne più persone di quelle che si recheranno ai seggi del Pd una settimana dopo. In questo modo lancerebbe un messaggio psicologico-elettorale.
Poi ha l’obiettivo di far salire sulla nave anche esponenti che provengono da esperienze lontanissime dalla sua: di centrosinistra (Fagiolo) o di area Radicale (Segneri). Infine, vuole far capire al centrodestra che, nel caso di secondo mandato, le carte politiche, amministrative e di organigramma, soprattutto della giunta, le darà esclusivamente lui. All’insegna del “chi si adegua bene, chi non si adegua neppure partecipa”.
Le primarie del Partito Democratico sono state fissate il 20 novembre e mercoledì prossimo, 26 ottobre, scadrà il termine per presentare le candidature. Dopo l’annunciato passo indietro di Norberto Venturi, in campo sono rimasti il presidente dell’ordine dei medici Fabrizio Cristofari e Alessandra Maggiani, esponente che fa riferimento all’area di Gianni Cuperlo. Ma le primarie si faranno? Francesco De Angelis non vuole sentire ragioni: “Sì”. In ogni caso. Ma nel partito ci si sta interrogando sulla possibilità di un accordo. Molto dipenderà dalle “sensazioni” che si avranno sulla partecipazione della gente. Avere meno elettori di quelli di Ottaviani rappresenterebbe una falsa partenza. C’è però tutta la partita delle alleanze da giocare, con grandi spazi che al momento sono occupati soltanto in parte. Infine c’è da considerare quella che sarà la candidatura a sindaco del Movimento Cinque Stelle. Pure i pentastellati però devono accelerare. I giorni passano e gli spazi lasciati vuoti vengono riempiti.