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Giovedì 08 Dicembre 2016

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L'infiltrato speciale di Corrado Trento
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Ente che vai, Pd che trovi

Frosinone

Al Comune di Frosinone non riescono a mettersi d’accordo sulla scelta del candidato a sindaco, alla Provincia non riescono a mettersi d’accordo i sindaci. Cambiando l’ordine dei fattori, e degli enti, il prodotto non cambia. Lunedì prossimo si svolgerà una riunione della direzione provinciale del Pd, con all’ordine del giorno il tema dell’alleanza con Forza Italia. In realtà non c’è soltanto questo però. Nel capoluogo sono tornate di attualità le primarie, ma il punto non è il metodo con il quale verrà scelto il designato. Il punto è che in ogni caso chi perderà difficilmente riconoscerà la vittoria dell’altro. In corsa al momento ci sono Fabrizio Cristofari, Angelo Pizzutelli e Norberto Venturi. Ma poi bisognerà vedere quali saranno le scelte di Michele Marini. E non solo.
Alla Provincia, invece, i sindaci dei Democrat non hanno avuto i numeri per approvare la loro mozione in tema di piano tariffario e conguagli. Alla fine è passato l’emendamento illustrato da Nicola Ottaviani. Ora in discussione è finita l’alleanza tra Dem e Forza Italia. Il ragionamento che viene sviluppato, sintetizzando, è il seguente: non si può stare in maggioranza alla Provincia e all’opposizione in conferenza dei sindaci. Ragionamento che ci sta, ma quando è stata la stampa a svilupparlo si è risposto con le spiegazioni sugli enti di secondo livello e sulle prospettive istituzionali. Il fatto è che da tempo l’intesa tra Pd e Forza Italia va avanti in provincia di Frosinone: non soltanto all’ente di piazza Gramsci, ma anche negli enti intermedi e perfino in qualche Comune, dove le liste civiche fanno da schermo. Adesso si vuol far chiudere una stagione, ma già si è individuato il successivo livello di sfida politica: chi resta con il cerino in mano? Chi rompe dovrà raccogliere i cocci.
E nessuno vuole farlo. Anche se quando la campagna elettorale sul referendum entrerà nel vivo, sarà complicato per tutti cercare equilibrismi o posizioni bipartisan. In quel caso nessuno avrà la responsabilità di assumersi l’iniziativa di rottura. Avverrà automaticamente.

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