Allora, mettiamola così. Se il Governo dovesse accogliere la proposta dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e prorogare di due anni il mandato dei consiglieri provinciali (riallineandolo a quello del presidente), allora l’accordo tra Partito Democratico e Forza Italia potrebbe durare. Ma se in autunno si andrà al rinnovo dei consiglieri, allora difficilmente l’intesa reggerà. Il recente botta e risposta tra il consigliere regionale Mario Abbruzzese e il presidente della Provincia Antonio Pompeo è il segnale che la tregua è finita. Abbruzzese terrà in considerazione fino ad un certo punto il fatto che il gruppo consiliare degli “azzurri” fa ancora parte della maggioranza. E Pompeo dal canto suo sa bene che l’esito del referendum sarà decisivo per il Pd e per lo stesso Matteo Renzi. Dunque, nessuno andrà per il sottile. Come del resto è successo alle comunali di Cassino e di Sora. Ma intanto all’orizzonte si profila un appuntamento che potrebbe rappresentare una sorta di “termometro” degli attuali rapporti tra Forza Italia e Pd: l’assemblea dei sindaci, convocata per venerdì 29 luglio, che dovrà fissare il piano tariffario sul servizio idrico per il periodo 2016-2019. Nel febbraio scorso, quando i primi cittadini votarono la diffida ad adempiere, l’asse tra FI e Partito Democratico era evidente. Ma da quel momento in poi la situazione è cambiata, anche per via delle elezioni amministrative. Sotto questo punto di vista lo scenario è destinato a radicalizzarsi ancora di più considerando che tra dieci mesi si vota al Comune di Frosinone. Il sindaco Nicola Ottaviani è già in campagna elettorale, mentre il Partito Democratico sta organizzando le primarie. Il clima è già incandescente. In tutto questo l’alleanza alla Provincia appare come l’anello debole della catena, quello che può essere sacrificato più facilmente. Anche perché in realtà cambierebbe poco.