Da 15 anni circa, quando cioè ha raggiunto la fama con l'album d'esordio "Room for Squares", John Mayer è ritenuto uno dei migliori esponenti del rock-blues moderno: le sue doti chitarristiche, unite ad una voce inconfondibile, lo hanno portato alla ribalta prima negli Stati Uniti, quindi nel resto del mondo. Di recente, il trentanovenne di Bridgeport ha attirato persino l'attenzione dei Rolling Stones, che lo hanno voluto come "opening-act" in occasione del loro concerto al Circo Massimo di Roma il 22 giugno 2014.

In molti, però, si chiedevano se Mayer non stesse attraversando un periodo di scarsa ispirazione, dato che il suo ultimo lavoro in studio risaliva al 2013 ("Paradise Valley"). Niente di tutto ciò, anzi: il cantautore americano è tornato alla carica con "The Search for Everything – Wave One", un EP di quattro brani. Come suggerisce il titolo, si tratta del primo capitolo di un progetto più ampio che andrà a comporre un vero e proprio album. La cosiddetta "Ricerca del tutto", quindi, ha preso il via lo scorso 19 gennaio, e lascia presagire un'inversione di rotta rispetto al blues sanguigno degli ultimi due lavori.

Il primo brano, "Moving on and Getting over", è un vellutato r'n'b che ricorda Marvin Gaye e Curtis Mayfield, sostenuto da una chitarra che gocciola miele e dalla voce (quasi irriconoscibile) di Mayer. "Changing" è una ballad purissima, inizialmente guidata dal pianoforte, e impreziosita da un assolo di chitarra che ci ricorda la grandezza compositiva del musicista di Bridgeport. Gli altri due brani, "Love on the Weekend" e "You're gonna live forever in me", confermano l'inversione di tendenza: atmosfere soft, fortemente improntate verso il pop. Per il momento, Mayer sembra aver ulteriormente addolcito il sound. Ma la "Ricerca del Tutto" di questo grandissimo talento è appena iniziata: chissà che, nei prossimi capitoli di questa avventura musicale, non decida di rispolverare atmosfere più... elettriche. Staremo a vedere.